L’interesse e l’impegno dei salesiani per la formazione professionale è qualcosa che nasce con la congregazione stessa, cioè con lo stesso don Giovanni Bosco che, nel lontano 1853, avvia le sue prime scuole professionali inaugurando i laboratori per calzolaio e per sarto; l’anno successivo verrà aperta la legatoria dei libri e negli anni seguenti, progressivamente, la falegnameria, la tipografia, l’officina dei fabbri ferrai…

Per don Bosco non è solo il modo per aiutare i suoi giovani a inserirsi nel mondo del lavoro con più dignità ed evitando di venire sfruttati e sottopagati; insegnare un mestiere all’interno dell’oratorio, come anche promuovere l’istruzione con le scuole serali, è soprattutto una strada per aiutare i ragazzi ad essere «buoni cristiani e onesti cittadini», così da essere «felici nel tempo e nell’eternità».

Da allora – che è dire da oltre centossessant’anni – i salesiani di don Bosco vivono lo stile educativo del loro fondatore (il “sistema preventivo”) non solo negli oratori e nei convitti, nelle parrocchie e nelle scuole, ma anche nei Centri di formazione professionale che fondano e animano in tutto il mondo. Così, per citare esempi lombardi, i salesiani aprono corsi professionali a Milano nel 1894, a Sesto San Giovanni nel 1948, ad Arese nel 1955.

Nel 1977 i Salesiani costituiscono l’Associazione Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane – Formazione e aggiornamento professionale), ente formalmente costituito per la formazione professionale, oggi diffuso su tutto il territorio nazionale e che, in Lombardia, è presente con cinque sedi a Milano, Brescia, Sesto San Giovanni, Arese e Treviglio.

Il Cnos-Fap si occupa soprattutto, anche se non esclusivamente, della formazione degli adolescenti, organizzando percorsi di istruzione e formazione professionale dopo la scuola secondaria di primo grado, in cui i ragazzi (secondo le diverse normative regionali) possono anche assolvere l’obbligo di istruzione. Questo sistema di formazione professionale, negli ultimi due anni, si è arricchito dell’avvio dei cosiddetti “percorsi duali”, in apprendistato di primo livello o in “alternanza spinta”; si tratta di percorsi in cui i giovani alternano la presenza al centro di formazione professionale con il lavoro in azienda, conseguendo il titolo di studio che intendono raggiungere.

Una novità però che per i salesiani deve inserirsi e integrarsi dentro un sistema organico di formazione professionale, non certo sostituirlo (neppure parzialmente), come invece potrebbe rischiare di avvenire. Per affermare questa necessità, il Cnos-Fap organizza, per la mattinata di venerdì 13 ottobre, un convegno nazionale, a Milano, da titolo “Formazione professionale e percorsi duali: valore, evoluzione e crescita di un sistema”.

L’obbiettivo non è certo quello di un’affermazione di principio, come fosse una convinzione “a prescindere”, ma piuttosto quello di motivare tale convinzione fondandola su dati di realtà, su osservazioni oggettive, su riflessioni di chi è esperto di tali questioni.

La relazione iniziale del convegno sarà affidata ad Alessandro Rosina, demografo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nonché coordinatore del “Rapporto giovani” dell’istituto Toniolo; proprio attingendo ai risultati del “Rapporto giovani”, una delle attività di ricerca più interessanti sul mondo giovanile attualmente avviate nel nostro Paese, il professor Rosina approfondirà il legame tra i giovani e la formazione professionale, e l’opportunità che quest’ultima rappresenta per i giovani stessi.

A suor Alessandra Smerilli, economista della pontificia facoltà Auxilium di Roma, è invece stato affidato il compito di affrontare l’importanza della formazione professionale per educare i giovani al senso del lavoro, e aiutarli ad inserirsi in questo mondo con coscienza e consapevolezza.

Ad Arduino Salatin, vicepresidente dell’Invalsi, è poi affidato il tema del rapporto tra formazione professionale e sistema dell’istruzione, nella convinzione che la prima rappresenti una ricchezza per l’intero sistema scolastico italiano.

L’ultimo relatore sarà Ermanno Rondi, responsabile del Gruppo tecnico su formazione professionale e alternanza scuola-lavoro di Confindustria; a lui è stato chiesto di soffermarsi su quanto la Formazione Professionale possa essere una reale risposta ai bisogni delle imprese italiane.

Il convegno verrà concluso da Maurizio Drezzadore, consulente del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Valentina Aprea, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e da don Stefano Martoglio, consigliere per la Regione Mediterranea della congregazione salesiana.