La Sala Stampa Vaticana ha diffuso un messaggio firmato dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, in occasione della XXX Giornata Mondiale della Vista, che ricorre oggi, 12 ottobre.

“Non possiamo rimanere indifferenti di fronte ai problemi della vista – ha affermato il cardinale –. La vita di chi è cieco o ipovedente, soprattutto se assommata a condizioni di povertà, può condurre all’emarginazione e mettere a rischio la vita stessa”.

Va ricordato, secondo il cardinale che “la Chiesa, seguendo l’esempio di Gesù, con amorevole attenzione si è sempre posta al servizio dei malati e dei non vedenti, creando strutture terapeutiche e più recentemente collaborando con iniziative promosse da Istituzioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali”.

Oggi, seguire una cura, per un ipovedente, ha dei costi piuttosto elevati, per questo il cardinale Turkson auspica “che la gente abbia accesso ai necessari servizi promotivi, preventivi, curativi e riabilitativi nel campo della salute oculare, senza dover soffrire per questo di un insostenibile impoverimento”. Infatti, “oltre che a ridare dignità alla persona, ridare la vista ad un ipovedente o ad un cieco è tra gli interventi a più alto rapporto costo-beneficio nelle spese sanitarie” e questo non è assolutamente ammissibile.

Occorre quindi, secondo il porporato, ampliare il lavoro di sostegno, ma anche di ricerca, per offrire la miglior qualità di vita possibile e una maggiore prospettiva di guarigione. “È necessario proclamare il “diritto alla vista” come diritto universale, vincolandolo ad un preciso e concreto “dovere” etico: creare i presupposti perché questo avvenga”. È fondamentale che “i Governi dei Paesi poveri e la formazione del personale locale vadano di pari passo con la creazione di strutture sanitarie decentrate e la condivisione di protocolli di assistenza basati sulla ‘best practice’ internazionale”.

“Per questo compito la Chiesa chiede l’aiuto ed il coinvolgimento della rete degli ospedali cattolici nel mondo e l’esperienza delle più importanti organizzazioni non governative che si occupano di cecità. Siamo chiamati ad assumerci tutti una nuova responsabilità: lottare contro la cecità evitabile, contando sull’aiuto e sulla tenerezza del nostro Dio”, ha concluso il capodicastero, citando il Salmo: “Custodiscimi come la pupilla degli occhi, proteggimi all’ombra delle tue ali” (Sal 17,8).