Al via la terza edizione del “Cortile di Francesco” che si terrà dal 14 al 17 settembre ad Assisi.

Quattro giorni di incontri, conferenze e workshop con personalità della società civile, della cultura, della politica e dell’arte, ma anche tanti uomini e donne pronti ad ascoltare e a dialogare tra loro sul tema del “cammino”.

Un programma ricco di eventi con ben 40 incontri e 55 relatori.

Tra i relatori il Filosofo Massimo Cacciari, la giornalista Lucia Annunziata, l’architetto Stefano Boeri, il filosofo Umberto Galimberti, il cardinal Gianfranco Ravasi, il politico Romano Prodi, il musicista Uto Ughi e molti altri.

È possibile partecipare prenotandosi on-line tramite il sito www.cortiledifrancesco.it dove si potranno reperire le informazioni e il programma completo.

L’evento realizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura, dal Sacro Convento di Assisi, dalla Conferenza Episcopale Umbra e dall’Associazione Oicos Riflessioni in collaborazione con la Regione Umbria  si inserisce all’interno del progetto “Il Cortile dei Gentili”.

Alla luce di una sinergia e collaborazione con: Diocesi di Assisi, Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria, Accademia Lingua Italiana Assisi, Istituto Alberghiero Assisi, Laboratorio Scienze Sperimentali, Auxilium, Alitalia e Associazione Culturale Arturo Toscanini.

L’iniziativa darà spazio a voci provenienti dalle ‘strade dimenticate’ del mondo ed è sostenuta da: Ferrovie dello Stato Italiane, Enel, Comieco e Terna.

E’ spiegato dagli ideatori che Il Cortile di Francesco è nato come luogo dove gli uomini si incontrano, entrano in relazione gli uni con gli altri, considerati di pari dignità a prescindere dalle differenze.

Un incontro che non preclude lo scontro ma pone al fondo il reciproco riconoscimento, condizione preliminare imprescindibile di ogni possibile o impossibile dialogo. Francesco è il santo dell’incontro ancor prima di essere il santo del dialogo.

Quest’ultimo implica le idee, l’incontro invece no, precede ogni dialogo e si pone alla base di ogni possibile confronto di idee. Come duemila anni fa gentili ed ebrei potevano ritrovarsi nel cortile vicino al Tempio, così gli uomini di oggi possono incontrarsi ad Assisi ed allargare il proprio sguardo sull’umano.

Il nome ‘Cortile di Francesco’ trae origine dal ‘Cortile dei Gentili’, evento voluto dal Pontificio Consiglio per la Cultura come incontro tra credenti e non credenti.

Nell’anno 20-19 aC, il re Erode diede inizio a grandi lavori di rinnovamento, quasi di ristrutturazione, del tempio di Gerusalemme, il secondo, quello che era stato costruito dopo l’esilio.

Oltre alle aree riservate ai membri del popolo di Israele (uomini, donne, sacerdoti), in questo tempio vi era uno spazio nel quale tutti potevano entrare, giudei e non giudei, circoncisi e incirconcisi, membri o no del popolo eletto, persone educate alla Legge e persone che non lo erano.

Qui si radunavano rabbini e maestri della Legge disposti ad ascoltare le domande della gente su Dio, e a rispondere in uno scambio rispettoso e misericordioso.

Questo era il cortile dei gentili o pagani, in latino l’atrium gentium, uno spazio che tutti potevano attraversare e nel quale potevano permanere, senza distinzioni di cultura, lingua o professione religiosa, un luogo di incontro e di diversità.

Da tale luogo viene l’ispirazione per questa iniziativa del Pontificio Consiglio della Cultura: «il Cortile dei gentili». Si tratta di un ambito d’incontro e di dialogo, uno spazio di espressione per coloro che non credono e per coloro che si pongono delle domande riguardo alla propria fede, una finestra aperta al mondo, alla cultura contemporanea e alle voci che vi risuonano.