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Un secolo fa San Massimiliano Kolbe divenne sacerdote a Roma

Massimiliano Kolbe – frate francescano polacco, martire nel campo di concentramento di Auschwitz, santo dalla Chiesa cattolica – fu particolarmente legato alla città di Roma, dove soggiornò per otto anni durante il suo percorso di studi. 

Padre Kolbe arrivò nella capitale d’Italia dopo aver emesso la professione semplice nel 1911 in Polonia. Conseguì la laurea in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana e la laurea in teologia al Collegio Serafico. 

Cento anni fa – per l’esattezza il 28 aprile 1918 – venne ordinato sacerdote nella basilica di Sant’Andrea della Valle e, il giorno successivo, celebrò la sua prima Messa nella basilica di Sant’Andrea delle Fratte. 

Per ricordare l’importante anniversario, è stata organizzata una Messa in entrambe le chiese legate a questi eventi. Celebrante padre Raffaele Di Muro, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica “Teresianum” e presso la Facoltà Teologica “San Bonaventura”.

Padre Di Muro è un grande conoscitore del Santo polacco, essendo direttore della Cattedra Kolbiana presso la Facoltà Teologica “San Bonaventura”, curatore degli Scritti di San Massimiliano Kolbe, direttore editoriale della rivista “Miles Immaculatae” e presidente internazionale della Milizia dell’Immacolata (l’associazione fondata da padre Kolbe). 

Il 28 aprile è stata celebrata la Messa a Sant’Andrea della Valle, la chiesa dove cento anni fa il cardinale Basilio Pompilj ordinò sacerdote il giovane polacco, alla quale hanno partecipato i devoti di San Massimiliano, un folto gruppo di Francescani dell’Immacolata e i membri della presidenza della Milizia dell’Immacolata. Ha concelebrato fra Mauro De Filippis Delfico, Assistente nazionale M.I. per l'Italia. 

Padre Di Muro ha ricordato nell’omelia gli esercizi spirituali del frate in preparazione dell’ordinazione: Massimiliano “scrisse delle cose molto belle con piccoli comandamenti che dava a sé stesso ringraziando l’Immacolata”. Voleva vivere il suo sacerdozio all’insegna del dono di sé, con al centro l’Eucaristia. “Padre Kolbe riuscì a celebrare la Messa anche sulla nave che lo portava in Giappone, anche nel campo di concentramento di Auschwitz…”. 

Il giorno successivo, 29 aprile, la Messa in ricordo di padre Kolbe è stata celebrata nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, luogo delle uniche apparizioni mariane a Roma riconosciute dalla Chiesa: una “piccola Lourdes” nella capitale italiana. 

La Messa sull’altare delle apparizioni è stata celebrata dai padri Francescani Minimi, custodi del Santuario, e da padre Di Muro che ha pronunciato l’omelia. Padre Raffaele, facendo riferimento al Vangelo della domenica e alle parole di Gesù “Rimanete in me”, ha sottolineato che “rimanere in Gesù” fu il cuore del sacerdozio di padre Kolbe. Il Santo polacco volle celebrare la sua prima Messa nel luogo delle apparizioni di Maria perché la fedeltà a Gesù significava, al tempo stesso, “rimanere in Maria”. 

Massimiliano Kolbe – ha spiegato padre Di Muro – “tornava qui ogni volta che poteva”. Perché per lui “Maria era la misericordia di Dio”. 

In conclusione, il predicatore ha sottolineato il fatto che “appartenere a Maria, affidarsi completamente a Maria” rimane un tratto essenziale della santità di Massimiliano Kolbe.

Le celebrazioni del centenario dell’ordinazione di padre Massimiliano si sono svolte inoltre in molti luoghi del mondo legati al “Santo dell’Immacolata”, ed in particolare nel convento di Niepokalanow, non lontano da Varsavia, fondato dallo stesso Kolbe. Alla Messa in memoria, che è stata celebrata presso il convento, ha partecipato anche il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, padre Marco Tasca.   

Fotografie: Wlodzimierz Redzioch / “Niedziela”

L’articolo in polacco è apparso sul settimanale “Niedziela”: www.niedziela.pl

Wlodzimierz Redzioch


03 maggio 2018  Indietro

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