Scateniamo
il Paradiso!


Tra poesia e spiritualità

Sono diversi i modi con cui gli umani cercano un dialogo con Dio; tra questi un ruolo particolare viene svolto dalla poesia, linguaggio dell’anima capace di sollevare i cuori fino al cielo. 

Poesia che è espressione di ricerca spirituale e, se educata e approfondita, può arrivare a dimensioni mistiche. 

La poesia è una finestra privilegiata attraverso la quale il cuore cerca la luce e il calore di Dio.

A questo proposito, la specializzazione di Teologia spirituale monastica della Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo si è fatta promotrice del progetto culturale Poesia e Spiritualità, “Le vie dell’anima” con l’intento di dialogare e interagire con la Letteratura, la Spiritualità, la Filosofia, entrando anche in relazione con altri linguaggi artistici: Musica, Pittura, Drammaturgia.

Per saperne di più abbiamo intervistato uno dei promotori del progetto: Bernard Sawicki OSB.

Laureato presso l’Accademia di musica F. Chopin a Varsavia (teoria della musica, pianoforte), Bernard Sawicki nel 1994 è diventato professore dell’Abbazia di Tyniec, dove nel 2000 è stato ordinato sacerdote e nel 2005-2013 ha ricoperto il ruolo di Abate. Ha studiato teologia presso la Pontificia Accademia di Teologia a Cracovia e all’Ateneo di Sant’Anselmo a Roma, dove è attualmente docente.

Gli abbiamo domandato: «La Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo è promotrice del progetto culturale Poesia e Spiritualità, “Le vie dell’anima”. Ci può spiegare di che si tratta?».

Ha risposto Bernard Sawicki: «Il progetto “Le vie dell’anima” è nato da vari motivi che risuonano nell’ambiente della nostra Facoltà. Si tratta soprattutto della condivisione e promozione della nostra tradizione monastica benedettina, cronologicamente (e non solo) una delle prime tra varie spiritualità della Chiesa. 

È la tradizione dell’impegno radicale e quotidiano nel percorso esistenziale e spirituale aperto a tutti. È la tradizione che risulta dalla meditazione e cultura della Parola incarnata, quindi dal rapporto personale ed intimo con la Sacra Scrittura. Questi due punti messi assieme formano un discorso straordinario di bellezza della vita autentica e pienamente rivolta a Dio. È l’esperienza che tocca le radici della poesia: incanto, sensibilità, desiderio, integrità, coinvolgimento, armonia. 

Essendo consapevoli che oggi viviamo una scissione profonda tra la bellezza ed il bene, tra l’arte e la spiritualità, attraverso questo progetto vogliamo ricuperare la vicinanza di queste aree che nell’antichità, fino al Medioevo, procedevano insieme, ispirandosi meravigliosamente a vicenda. 

Vogliamo mostrare che, sempre nella chiave monastica, la spiritualità e la bellezza sono due sorelle che rispondono ai bisogni più profondi di ogni essere umano: la pace e l’integrità della vita, la felicità che deriva dalla bella composizione delle sue componenti. Perciò vogliamo scrivere sulla necessità di questo connubio, ma anche invitare tutti a sperimentarlo e condividere le loro esperienze. Il desiderio della felicità è, secondo la tradizione monastica, un desiderio di Dio e non può non esprimersi. Questa è l’origine della bellezza e di ogni creatività umana. La vogliamo risvegliare e farne un canale di gioia per tutti».

In che modo la poesia è connessa alla spiritualità?

«La poesia nasce dall’esperienza spirituale, dalla ricerca profonda ed esistenziale di senso in ogni dettaglio della quotidianità. Sia la poesia che la spiritualità, ognuna a modo suo, mostrano i rapporti misteriosi e delicati fra le varie esperienze, contemplando la loro ricchezza e bellezza. Per questo mostrano il senso della vita e di tutte le nostre azioni. Ovviamente abbiamo anche tanti bei testi, anzitutto degli autori antichi, dove la profondità spirituale viene espressa proprio nelle forme poetiche. Basta ricordare San Efremo diacono, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Gregorio di Nissa, San Gregorio di Nazianzo, San Gregorio Magno, ma anche San Bernardo di Clairvaux. 

Anche le storie di vita dei Padri del Deserto sono raccontate in modo molto poetico, per toccare, talvolta provocare, ma sicuramente coinvolgere, incantare i lettori. Inoltre nella tradizione monastica la vita stessa ha carattere poetico: svolta nell’armonia con la natura, in varie configurazioni della comunità monastica, è la sintesi migliore della poesia e spiritualità, essendo la testimonianza autentica di tante esperienze profonde e quindi belle».


Intervista a cura di Antonio Gaspari


07 luglio 2019  Indietro

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