Scateniamo
il Paradiso!


I “Giusti” del nostro tempo

Chi ci salverà da un mondo dove il male è sempre in prima pagina e sembra travolgere tutto e tutti? 

Secondo il Talmud di Babilonia ogni generazione conosce trentasei “Zaddiqim nistarim”, i “Giusti nascosti” che sono ignoti a tutti, anche a se stessi. Sono essi ad impedire la distruzione del mondo. 

Nel suo nuovo libro “Il bene possibile - essere Giusti nel proprio tempo” (2018, Ed. Utet) Gabriele Nissim ha scritto che “con la memoria dei fatti del Novecento e lo sguardo rivolto al nostro presente, possiamo dire che per fortuna i Giusti sono molti di più…”. 

Per Nissim “è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato”, perché “il Giusto è semplicemente chi agisce per salvare una vita, anche se non ha nessuna possibilità di salvare il mondo intero. Lo fa comunque, perché è giusto farlo”.

Gabriele Nissim è una persona speciale, saggista e scrittore, fondatore e presidente di Gariwo, “Gardens of the Righteous Worldwide”, la Onlus che si occupa della ricerca delle figure esemplari dei Giusti e della loro divulgazione.

Nel corso degli incontri nelle scuole e negli atenei, i giovani hanno chiesto a Nissim se possono essere Giusti anche coloro la cui vita è stata disordinata e imperfetta.

Nissim ha spiegato che può diventare Giusto anche chi è stato un imbroglione, chi ha abbracciato l’ideologia più assurda, chi vive nel modo più disordinato, chi apparentemente si presenta come un egoista: “Non importa quello che era prima, ma il modo in cui si è trasformato…”.

Secondo Nissim, non esiste sulla terra un bene puro e assoluto, ma sempre un bene fragile e contraddittorio.

A questo proposito, il presidente di Gariwo ha invitato a diffidare del “duro e puro”, perché è proprio la coscienza della nostra fragilità e imperfezione che ci rende grandi, liberi e potenti di fronte al male.

Ha scritto Nissim: “Il riconoscimento della fragilità umana e dell’imperfezione di un uomo giusto non significa sminuirlo, ma piuttosto un’umanizzazione che lo rende più vicino a noi”.

Più si accorcia la distanza tra un uomo normale e un uomo virtuoso, più si dimostra che nella vita può bastare un piccolo passo per agire di fronte a una grave ingiustizia. Come avvenne al tempo della Shoah, la persecuzione contro gli ebrei.

Scrive ancora Nissim che l’uomo giusto non deve contrapporsi al male con altro male. In realtà è l’eroica manifestazione d’amore nella sua fragilità e imperfezione che vince il male.

Partendo dal riconoscimento dei Giusti da parte di Israele, il presidente di Gariwo ricorda che i Giusti appaiono quando il male diventa contagioso, ed hanno una caratteristica particolare: sono capaci di restare umani quando le circostanze diventano disumane.

È in quei momenti drammatici che i Giusti agiscono in soccorso delle vittime in modo improvviso ed eroico.

David Grossman nel suo capolavoro “Vita e Destino” parla degli umani che, di fronte a un potere sordo e crudele, reagiscono con atti di bontà.

Il Giusto non si accontenta di non nuocere al prossimo, di essere un’anima bella isolata dal resto del mondo, ma si mette in gioco, decide di agire in prima persona per aiutare gli altri, correggendo con il suo comportamento esemplare le ingiustizie della società.

Nissim ha sempre creduto che la definizione di “Giusto” possa valere non solo per la Shoah ma per tutti i crimini commessi contro l’umanità, e che quindi un uomo possa essere Giusto in modi differenti in ogni epoca.

Nel presentare il progetto di Gariwo al Parlamento europeo, Nissim ha fatto un po’ di fatica a spiegare che gli uomini giusti non esistono da una parte sola, e che non agiscono a compartimenti stagni, ma si propongono con nuove modalità in ogni epoca.  

“La grandezza dei Giusti – ha concluso Nissim – è proprio questa: agiscono senza schemi e pregiudizi in ogni contesto, e sono capaci di fare del bene prima degli altri perché, come dice il filosofo Eraclito, sanno nuotare in acque sempre diverse…”.

Fonti: 
“Il bene possibile - essere Giusti nel proprio tempo” (2018, Ed. Utet)

Antonio Gaspari


26 marzo 2018  Indietro

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