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In difesa degli italiani all’estero

In Italia si discute molto sugli immigrati che provengono dai Paesi a Sud del Mediterraneo. Molte le polemiche. Ma pochi si rendono conto che vi sono tanti italiani emigrati all’estero, in Europa e in altri continenti, i quali non sempre godono dei giusti diritti. Ancor meno sono coloro che si stanno adoperando per proteggere e sostenere i nostri concittadini. Tra questi, Franco Aufiero, candidato alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione Estero. “Frammenti di Pace” lo ha intervistato.  

Chi è Franco Aufiero? Qual è la storia della sua famiglia di emigranti? Come mai si trova in Svizzera?

Sono prima di tutto italiano e cattolico. Sono nato a Santa Paolina (AV) nel 1951. Dopo un periodo vissuto in Germania, dal 1973 vivo in Svizzera dove ho lavorato nel Canton di Lucerna, e dove risiedo da ormai oltre 40 anni. Sono arrivato in Svizzera che avevo poco più di vent’anni: ho lasciato tutto in cerca di una condizione sociale ed economica migliore e, con tanta nostalgia, ho dovuto imparare a chiamare “casa” Lucerna.

Quale il suo impegno politico. Perché si è candidato nel collegio estero?

Al centro del mio impegno politico c’è la persona umana e la sua dignità. Da italiano emigrato all’estero, l’integrazione positiva è sempre stata, per me, un impegno fondamentale, perché prima di tutto vissuta sulla mia pelle. 

Da sportivo, per lungo tempo ho allenato squadre di calcio giovanili. Sono stati anni cruciali per la mia formazione politica perché vivere l’esperienza di questi ragazzi, conoscerne le storie e le famiglie, ha ampliato le mie prospettive sulla vita e sulle persone, su ciò che è veramente importante: la dignità della persona come punto di partenza e di arrivo di ogni discorso sociale e politico. 

Ritengo che per fare politica bisogna essere, prima e dopo le elezioni, un membro attivo della società, perché solo così è possibile dare un contributo reale. Come italiano emigrato all’estero, e da molti anni come politico, sento la responsabilità di fare qualcosa per la salvaguardia della nostra identità culturale, storica e religiosa. 

Anche a causa della crisi, le comunità italiane all’estero stanno diventando sempre più numerose, e quindi abbiamo bisogno di essere tutelati, di avere guide salde che ben ci rappresentino e che aiutino tutti noi a risollevare la testa senza paura e vergogna. Abbiamo una responsabilità: traghettare la nostra identità alle generazioni future.

Il mio scopo è tutelare i diritti e la dignità degli italiani all’estero. Per questo ho accettato la candidatura nella Circoscrizione Estero - Europa con la Lista Civica Popolare Lorenzin, che rispecchia i valori in cui credo.

Quali gli obiettivi che vuole raggiungere? Quale il programma per gli italiani che vivono in Europa e all’estero?

Voglio attuare un programma d’integrazione positiva, valorizzando l’Italianità che, a mio avviso, non è un “gap”, ma il valore aggiunto dell’integrazione. Questo piano è attuabile difendendo valori come la famiglia, la vita, la libertà d’educazione e religiosa, l’etica sociale… difendendo ed attuando la Costituzione Italiana e la Dottrina Sociale della Chiesa.

Il mio è un programma concreto, attuabile durante il periodo di legislazione:

- Ridurre il divario di diritti esistente, sotto il profilo fiscale e assistenziale, tra i cittadini italiani all’estero e quelli in Italia.

- Tutelare i diritti dei lavoratori italiani all’estero: salvaguardare i diritti sindacali dei lavoratori a contratto della rete estera del MAECI e garantirne il legittimo adeguamento stipendiale.

- Assistere i connazionali residenti nel Regno Unito nello scenario post Brexit, e tutelarne i diritti in sede europea: siamo la voce dei nostri connazionali che la Brexit la stanno subendo.

- Promuovere il “Made in Italy”, sostenendo le PMI e il commercio internazionale: rafforzare il ruolo del sistema di sostegno pubblico all’internazionalizzazione per offrire supporto e riferimento alle PMI riducendo i costi e offrendo assistenza. Dobbiamo rafforzare il ruolo delle Camere di Commercio oltre confine. 

- Tutelare e promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo quale componente strategica della politica estera del nostro Paese, attraverso un incremento degli appositi capitoli di bilancio.

- Rendere l’Italia sempre più protagonista in un’Unione Europea vicina ai cittadini, promuovendo una riforma dell’attuale governance, superando l’impasse del progetto europeo, istituendo, innanzitutto, il Passaporto Europeo.

- Promuovere iniziative in sede europea ed internazionale per la tutela dell’accoglienza dei minori e la creazione di un circuito europeo delle adozioni.

Che rapporto c’è tra l’impegno politico e la sua identità e pratica religiosa? 

Sono cattolico e ho sempre agito in difesa dei valori non negoziabili. Come afferma il cardinale Angelo Bagnasco, “siamo in un tempo dove nessuno può ritenersi spettatore. Siamo chiamati a pensare e a capire, anche a livello delle leggi, ciò che di buono si può migliorare, e a cercare di impedire che siano fatte leggi che – diventando mentalità generale – cancellano i criteri morali fondamentali. Non di rado vediamo che ciò che è cattivo è permesso o promosso, anche se, alla radice, non rispetta la persona umana”. 

Questo è il mio punto fermo, il luogo da cui parto, e poi ritorno, per sentirmi completo. Il mio scopo è d’impegnarmi per il sostegno e l’integrazione positiva degli italiani all’estero che, per vari motivi, si trovano a vivere lontano dall’amata Italia.

Cosa pensa del progetto sociale che Papa Francesco sta proponendo? E quanto di questo progetto entra nel suo programma?

Papa Francesco è il volto del rinnovamento della Chiesa. Il nome che ha scelto, quell’anello di legno che porta, sanciscono una scelta precisa: la sua è una politica che mette realmente gli ultimi davanti, affrontando un punto alla volta la crisi che ci ha colpito. 

La lotta contro la povertà, uno degli assilli più implacabili di questa crisi, non è soltanto un problema economico, ma anzitutto morale, tant’è vero che l’intera comunità mondiale è chiamata ad individuare risposte politiche, sociali ed economiche all’attuale crisi.

Serve l’impegno della comunità internazionale, delle istituzioni, del mondo degli affari, per un progresso economico volto al bene comune, all’inclusione e allo sviluppo integrale, all’incremento del lavoro e all’investimento nelle risorse umane. 

Si tratta quindi di mettere al centro la dignità umana e affrontare le questioni umanitarie e gli obblighi morali che ne derivano. 

E nelle questioni umanitarie non si può prescindere dai valori non negoziabili: la difesa della vita dal suo inizio al suo naturale compimento; della famiglia, unico, vero pilastro di una società solidale e sana; della tutela degli anziani; della libertà di educazione e religiosa, della ricerca e difesa della giustizia sociale. In buona sostanza: la difesa e attuazione della Costituzione Italiana e della Dottrina Sociale della Chiesa.

Questo programma lo porto avanti da sempre, cercando di coniugare l’etica della vita con l’etica sociale, difendendo e tutelando, in particolare, i diritti e le necessità di tutti gli Italiani in Europa, che devono imparare a chiamare “casa” un paese europeo diverso dall’amata Italia.

Intervista a cura di Antonio Gaspari


Per le procedure di voto degli italiani all’estero:


16 febbraio 2018  Indietro

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